psicologo del lavoro



Panoramica
Formazione e Carriera
Mercato



Panoramica

Lo Psicologo del lavoro è uno specialista che può svolgere, all’interno di un’azienda, le attività che riguardano l’analisi e lo sviluppo delle risorse umane (selezione, orientamento, formazione del personale). Si occupa inoltre di diagnosticare e prevenire forme di disagio lavorativo, derivate dallo stress, dal “logoramento” (o sindrome da burnout), dal mobbing, ecc.

Lo Psicologo del lavoro svolge i seguenti compiti:

  • elabora i profili del personale da assumere, individuando competenze e caratteristiche sociali, cognitive, motivazionali, attitudinali, ecc. dei candidati;
  • somministra test, prove attitudinali, gestisce le interviste e i colloqui, sia individuali che di gruppo;
  • presta attenzione, in fase di reclutamento, alla congruenza delle competenze del candidato con quelle richieste dalla descrizione della posizione lavorativa (o job description);
  • valuta il potenziale sia del personale da assumere che del personale già occupato, facendo uso di appropriati metodi e tecniche (ad esempio: interviste di gruppo, utilizzando lo strumento dell’assestement center);
  • può essere chiamato a progettare interventi di formazione, realizzando corsi, predisponendo strumenti di analisi e valutando i risultati dei processi di apprendimento.

Un compito particolare di questa figura professionale è il career counseling, ossia un’attività di consulenza individuale per la carriera, a favore sia di persone in cerca di occupazione, sia di soggetti già occupati che stiano cercando o intendano modificare la loro collocazione professionale.

Competenze

Lo Psicologo del lavoro possiede una buona conoscenza generale del funzionamento delle organizzazioni modernamente concepite. Le conoscenze specifiche e le competenze tecnico/professionali comprendono sia le teorie, i metodi, le tecniche e gli strumenti che riguardano la selezione, la valutazione e lo sviluppo del personale, sia le metodologie di elaborazione e somministrazione di test e interviste. È necessario che egli abbia doti di comunicazione efficace, ascolto attivo, empatia e assertività. Per poter condurre i gruppi, ai fini formativi e valutativi, egli deve possedere attitudine alla leadership, resistenza allo stress e buone capacità di relazione e di negoziazione. È indispensabile la conoscenza di almeno una lingua straniera.

Formazione e Carriera

Formazione

Per poter svolgere questo lavoro è necessaria la laurea specialistica in scienze psicologiche, preferibilmente ad indirizzo del lavoro e delle organizzazioni, presente in alcune università italiane (vedi su http://offf.miur.it), oltre ad un periodo di tirocinio. Al termine del tirocinio è possibile sostenere l’esame di Stato, il cui superamento abilita all’esercizio della professione e consente l’iscrizione all’Albo degli Psicologi. È possibile anche specializzarsi in Psicologia del lavoro, frequentando una scuola di specializzazione post-universitaria (vedi l’elenco su www.psy.it).

Carriera

La crescita e lo sviluppo di carriera di questa figura sono legati al contesto lavorativo in cui opera, oltre naturalmente alla sua abilità ed esperienza professionale. La mobilità verticale consiste nell’acquisizione di responsabilità tecniche e gestionali sempre più complesse. È possibile ricoprire diverse posizioni connesse alla selezione, alla valutazione, allo sviluppo e alla formazione del personale.

Mercato

Situazione di Lavoro

Lo Psicologo del lavoro opera come dipendente negli uffici del personale di aziende di dimensioni mediograndi. Nelle società di consulenza che offrono servizi di gestione delle RU, può operare sia con un contratto di lavoro dipendente che come consulente esterno. Questa figura può anche esercitare come libero professionista e per committenti pubblici. La retribuzione dello Psicologo del lavoro che opera come libero professionista è stabilita da un tariffario approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che deve essere rispettato in base all’art. 23 del codice deontologico. Gli interventi non specificati all’interno del tariffario sono oggetto di un accordo tra le parti. Sulla base di queste tariffe, i compensi lordi medi per uno Psicologo del lavoro possono variare da un minimo di circa 20-25mila euro all’anno per chi inizia l’attività, fino a 50-60 mila euro lordi annui per un professionista affermato e con una clientela stabilizzata.

Tendenze Occupazionali

Questa figura ha buone possibilità occupazionali. Nel corso dei prossimi 3-5 anni si potrebbe infatti verificare un aumento delle sue opportunità, soprattutto per gli Psicologi del lavoro che si occupano di “diagnosi psicologica” in fase di selezione del personale. Bisogna considerare infatti che per legge (L. 56/89) le agenzie per il lavoro, così come i datori di lavoro, sono obbligati a rivolgersi a questa figura per l’elaborazione e la somministrazione dei test e delle prove psico-attitudinali. Lo Psicologo del lavoro si caratterizza per una sostanziale parità tra uomini e donne. Tuttavia, come è vero anche per altre professioni, a ricoprire ruoli di elevata responsabilità sono ancora soprattutto gli uomini.

Figure Professionali Prossime

Le figure più vicine allo Psicologo del lavoro sono l’Esperto in selezione e valutazione delle risorse umane, l’Esperto in formazione o in outplacemen e l’Orientatore al lavoro.